La storia del santuario di Altavilla Milicia - Milizia dell'Immacolata Zona Bagheria

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La storia del santuario di Altavilla Milicia

Le nostre sedi

All'ingresso del paese, sul Belvedere, il Santuario della "Madonna della Milicia", è il riferimento principale di Altavilla Milicia. La costruzione a croce latina, è in stile ottocentesco. Da segnalare alcune statue di notevole pregio, specie quella di S. Francesco di Paola, opera del Bagnasco, che è anche l'autore delle quattro tele: Battesimo di Gesù, Risurrezione di Lazzaro, Sacrificio di Abramo, Ultima Cena. Interessante il sacrificio restaurato dal De Simone, che purtroppo, ha fatto perdere lo stile bizantino, portato nel Santuario attuale, dalla Chiesa di S. Maria di Campogrosso.La perla del Santuario è il quadro della Madonna.
Una antica tradizione orale dice: "in un giorno, imprecisata, prima del seicento, i pochi abitanti della Milicia videro veleggiare verso Palermo una nave che stentava a superare Capo Zafferano; quindi girare la prua verso terra e chiamare la Sacra immagine. Sepperi dai corsari - si trattava infatti di nave corsara - che l'avevano tenuta come coperchio; credevano che, a causa di essa, non avevano potuto avanzare verso Palermo, e invece di buttarla a mare - come prima avevano pensato - la cedevano - essi maometti - in mani cristiane. Felici del prezioso acquisto, portarono in trionfo, su un carro trainato da buoi, giusto l'uso di quei tempi, la sacra immagine sulla collinetta da essi abitata".
E' un racconto su uno schema letterario unico, molto diffuso in Italia tra il 1600 e il 1700. Più realisticamente l'origine del Santuario è da legare ad una incursione di pirati avvenuta nel territorio di Altavilla Milicia, nella notte tri il 14 e 15 luglio 1636. A Palermo si celebreva il festino di S. Rosalia: la "Santuzza" che aveva liberato la città dalla terribile peste del 1624. A causa dell'incursione dei pirati, quell'anno 1636 si interruppero i festeggimenti di S. Rosalia, e la Milizia mosse sulla Milicia, costringendo al ritiro i pirati. Si constatò in seguito, che i pirati avevano recato oltraggio al quadro della Madona della Milicia, colpendo il retro con dei colpi di accetta. La notizia di questi fatti si diffuse presto a Palermo, per cui, sia da riparare l'oltraggio fatto alla Madonna, sia per ringraziarla di aver liberato la città dalle incursioni dei pirati, si diffuse tra I palermitani una grande devozione alla Madonna della Milicia. Come la "Santuzza" nel 1624 aveva liberato Palermo dalla peste, così ora, la Madonna della Milicia, aveva liberato la città dagli attacchi dei pirati. Ancora oggi vive la tradizione che il quadro della Madonna della Milicia, prima di rientrare nel santuario, durante la processione dell'8 settembre, deve sostare con la faccia rivolta verso Palermo, perchè ancora oggi la Madonna della Milicia deve proteggere la città.
Le condizione della pala si erano progresivamente deteriorate e si rese indispensabile un restauro che fu eseguito dal maestro A. pedone nel 1990. non appena si tolse il manto d'argento, applicato nel 1853, si scoprì che il quadro era stato notevolmente trasformato. Il lavoro eseguito a perfetta regola d'arte ha portato alla luce il fatto che si tratta di una Madonna in trono che in basso ha la figura del committente.











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