La storia della chiesa Madrice - Milizia dell'Immacolata Zona Bagheria

Vai ai contenuti

La storia della chiesa Madrice

Le nostre sedi

  La chiesa della Natività della Beata Vergine Maria fu fatta costruire dal principe Salvatore Branciforti di Butera che nel 1769 affidò l’incarico della progettazione all'architetto palermitano Salvatore Attinelli. La chiesa realizzata in stile neoclassico, in pietra d'Aspra e sostituì la vecchia chiesetta che si trovava all’interno di palazzo Butera, che era stata dichiarata nel 1708, chiesa succursale della Cattedrale di Palermo. La Madrice ha un maestoso e solenne prospetto costituito da pilastri e colonne corinzie, con un portale al centro, sormontato da un arco. La parte superiore del prospetto presenta una cornice triangolare sorretta anch'essa da colonne e pilastri, oltre a due grandi vasi. Il campanile fu realizzato nella prima metà del Novecento sopraelevandone uno più antico preesistente. La Chiesa è formata da un'unica navata con l'altare maggiore, contenente la statua in legno dell'Immacolata, denominata “Madonna del popolo” che risale alla seconda metà dell’Ottocento. E’ posta nell'abside di forma circolare. Opera dell’artista Filippo Quattrocchi è la statua lignea di San Giuseppe, venerato come patrono della città di Bagheria. Nella prima metà del Novecento l'interno della navata è stato ridipinto a finto marmo con una caratteristica fascia in stile floreale. Le pareti dell'altare Maggiore sono state affrescate nel 1900 con temi dell’Antico Testamento e raffigurano da un lato, Aronne con Mosè che tiene le tavole della Legge, mentre dall’altro è raffigurato Davide che torna vittorioso da una battaglia con l’Arca dell’alleanza. Le due opere sono dell’artista Carmelo De Simone. La navata è arricchita da quattro altari laterali che contengono un grande quadro dell'Ottocento della Madonna del Rosario, con San Domenico e Santa Caterina da Siena, un dipinto del Seicento che raffigura Sant’Antonio, San Francesco di Paola e San Giuseppe che tiene in braccio il Bambino Gesù e un Crocifisso in legno del Settecento, pure opera del Quattrocchi. Entrando in chiesa, sulla destra è presente una statuetta in legno di Gesù Bambino in posizione supina, risalente al XIX secolo, che tiene in mano un piccolo cuore. Un pezzo davvero raro presente nella chiesa è rappresentato da una preziosa culla contenente la Madonna Bambina, realizzata in legno rivestita con foglie d’oro, a forma di conchiglia con due teste d’aquila, di proprietà del principe Branciforti di Butera. La culla della Madonna bambina è stata esposta a Palermo, nel dicembre del 2000, in occasione dell’incontro del G7, così come richiesto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione.   (Dal libro "I bagheresi e i monumenti" edizioni Ciranna Roma 1999  di Pino Grasso)














Torna ai contenuti