Scheda 1218 - Milizia dell'Immacolata Zona Bagheria

Vai ai contenuti

SK 1218- Ai militi e alle militi dell'Immacolata Rycerz Niepokalanej, XII 1937, p. 353-355 l M C,
 
Si avvicina la nostra festa, la festa dell'Immacolata.  Il fervore più ardente può, col tempo, raffreddarsi. I grattacapi e le preoccupazioni quotidiane soffocano, talvolta, gli ideali più sublimi.  Anzi, perfino le realtà più elevate sviliscono a poco a poco. In effetti, la debolezza della natura umana limitata è tale che le impressioni più fresche sopraffanno le più lontane, anche se queste ultime sono assai più importanti.  Di conseguenza, anche noi, militi dell'Immacolata, ci dobbiamo scuotere di tanto in tanto, dobbiamo riflettere su noi stessi, interrogarci a fondo per sapere se serviamo la causa dell'Immacolata con una sufficiente sollecitudine, impetrare da Lei il perdono per la noncuranza e l'indifferenza, chiedere aiuto per il futuro, impegnarci più alacremente nel lavoro allo scopo di riparare in modo centuplicato con il fervore il tempo trascorso.  La festa dell'Immacolata è la migliore occasione per rinnovare lo spirito.  Che cosa dobbiamo fare, dunque?  In primo luogo rinnoviamo tutti, il giorno 8 dicembre, insieme o personalmente, la nostra consacrazione all'Immacolata secondo la formula contenuta nella pagella d'iscrizione. Premettiamo tutti, però, la s. confessione, o nel giorno stesso della festa o in uno degli otto precedenti; accostiamoci alla s. comunione durante la solennità stessa e preghiamo secondo le intenzioni del santo Padre, per lucrare l'indulgenza plenaria che tutti i membri della Milizia dell'Immacolata possono acquistare in tale giorno.  Questo rinnovamento della nostra anima facciamolo altresì secondo le modalità indicate dalla Milizia dell'Immacolata, cioè attraverso l'Immacolata.  Affidiamo a Lei la buona riuscita della nostra confessione, magari con una sola “Ave Maria”, supplichiamola di preparare nella nostra anima la più gradita accoglienza possibile a Gesù nella s. comunione, e infine rinnoviamo l'atto della nostra completa, totale, incondizionata donazione all'Immacolata per la vita, per la morte e per l'eternità.  È sufficiente questo?  Potremmo, forse, limitarci alle parole?  O non bisogna, forse, nel periodo della festa dell'Immacolata, dare a Lei la prova che L'amiamo con i fatti?  Che cosa si può fare ancora, dunque?  Sentiamo spesso parlare di “settimana del mare”, di “settimana della montagna”, di “settimana del risparmio” e così via. Perché non si potrebbe organizzare una settimana della Milizia dell'Immacolata? La novena in preparazione alla festa dell'Immacolata sia, perciò, questa settimana della M.I.  Come organizzarla?  Se ciascuno si rivolgerà all'Immacolata così come il bambino si rivolge alla propria mamma, e rifletterà su quel che potrebbe fare nella propria situazione, nelle condizioni e nelle circostanze in cui vive, Ella gli suggerirà le idee più opportune allo scopo di guadagnare il maggior numero possibile di anime a Lei e alla sua Milizia.  “Qualsiasi mezzo, purché legittimo”, afferma la pagella d'iscrizione alla M.I.; i mezzi, perciò, non mancheranno affatto; molto, però, dipenderà dal maggiore o minore fervore.  I mezzi più importanti sono: la preghiera, il lavoro e il sacrificio.  La preghiera, affinché l'Immacolata divenga, su tutta la terra e al più presto possibile, la Regina di tutti i cuori; affinché anche altri La amino come La amiamo noi, anzi di più ancora e, attraverso Lei, giungano a conoscere e ad amare in modo più perfetto Gesù che, per l'amore che nutriva verso di noi, è morto in croce.  Il lavoro, procurando un numero sempre maggiore di nuovi membri alla M.I., poiché sono ancora molti coloro che non fanno parte di essa. I militi e le militi dell'Immacolata che vivono all'estero cerchino di attirare all'Immacolata anche i cittadini di quelle nazioni. Impegniamoci, altresì, a diffondere ancor di più il Rycerz Niepokalanej, il quale approfondisce lo spirito della M.I. e indica come si può agire nel momento presente in conformità a questo spirito. Le stesse finalità vengono perseguite dal Rycerzyk Niepokalanej nei confronti dei ragazzi.  E il sacrificio.  
Facciamo il sacrificio di noi stessi, offrendo all'Immacolata le nostre umiliazioni, le sofferenze, gli insuccessi; facciamo il sacrificio di quel che ci appartiene, mettendo a disposizione un po' dei nostri beni.  Tutti noi che viviamo a Niepokalanów abbiamo deposto nelle mani dell'Immacolata la completa offerta di tutto ciò che possedevamo, anzi perfino l'offerta della nostra stessa persona, consacrandoci totalmente alla Sua causa.  Proprio per questo ci rivolgiamo con coraggio a voi, cari commiliti nell'Immacolata, per chiedervi delle offerte materiali, in natura o in denaro, al fine di aver la possibilità di operare quanto più è possibile per salvare e santificare le anime attraverso l'Immacolata.  Ogni mezzo, ogni ultima invenzione nel campo delle macchine o dei sistemi di lavoro siano messi innanzi tutto a servizio dell'opera di santificazione delle anime attraverso l'Immacolata. In effetti, limitando al massimo le necessità personali, conducendo una vita nella più estrema povertà, noi utilizzeremo mezzi modernissimi.  Vestiti di un abito rattoppato, con scarpe rappezzate ai piedi, a bordo di un aereo di ultimo tipo, se ciò sarà necessario per salvare e santificare il maggior numero di anime: questo rimane il nostro ideale.  Così, dunque, con l'aiuto dell'Immacolata, noi tutti, Suoi militi, rinnoveremo la nostra totale donazione a Lei e ci impegneremo con vera sollecitudine, durante la novena in preparazione alla Sua festa, a dare il massimo contributo possibile nel conquistare il mondo intero a Lei.  La pregheremo spesso di illuminarci su ciò che dobbiamo intraprendere e come dobbiamo operare; inoltre ci rivolgeremo a Lei per impetrare l'energia necessaria per compiere, per Lei, anche le azioni più difficili ed eroiche.  Risvegliamo tutti, senza alcuna eccezione, in noi stessi una saggia sollecitudine per la salvezza e la santificazione del nostro prossimo, sia vicino sia lontano, compreso perfino quello che è totalmente estraneo alla nostra nazionalità e razza, e facciamo tutto questo attraverso l'Immacolata Mediatrice di tutte le grazie, di qualsiasi grazia di conversione e di santificazione.  Tutti noi, infatti, siamo fratelli e sorelle, poiché abbiamo una comune Madre celeste, l'Immacolata, un comune Padre che sta nei cieli e un comune Fratello maggiore, Gesù, Uomo-Dio.
M.K.  

Torna ai contenuti